Sentiero 618

Il percorso

Ecco la descrizione dettagliata e l'analisi altimetrica del tracciato di gara.

L'edizione 2026 segna il ritorno alla partenza classica e d'impatto nel cuore di Vezzano, proprio in Piazza. Il via lancia subito la carovana lungo le vie del paese per un primo chilometro su salita corribile, ideale per permettere al gruppo di sgranarsi. In testa sarà bagarre fin dai primi metri per impostare il ritmo e guadagnare la prima posizione prima di imboccare la salita vera e propria.

A poco meno di 1 km dal via si attacca il tratto simbolo della corsa: l'ascesa lungo lo storico sentiero SAT 618. Si tratta di una salita costante e impegnativa di circa 1,2 km con un dislivello positivo di 250 metri, che porta la gara a toccare il suo GPM e punto più alto a quota 700 m s.l.m..

Scollinato il GPM attorno al km 2, si apre il tratto più veloce, filante e decisivo. Si tratta di quasi 4 km di discesa velocissima guidata nel bosco, intervallata da brevi saliscendi e cambi di ritmo dove chi ha gamba e tecnica da discesista può davvero fare la differenza e scavare il solco.

Giunti in fondo alla discesa si approccia l'ultimo ostacolo: l'ascesa di San Martin. Un "muro" breve ma velenoso di appena 700 metri con 80 metri di dislivello positivo, dove le energie residue faranno la differenza prima della picchiata finale.

Dalla cima dell'ultima salita ci si fionda verso il traguardo imboccando lo spettacolare e divertente Sentiero dei Pozzi Glaciali (Sentiero geologico Antonio Stoppani). L'ultimo tratto in veloce discesa riaccompagna gli atleti nel centro abitato di Vezzano, chiudendo il loop direttamente in paese tra gli applausi del pubblico.

SCHEDA TECNICA PER FRAZIONE:

* Distanza: 8,3 km * Dislivello positivo (D+): ~420 m * Quota min / max: 380 m / 700 m * Fondo: Asfalto iniziale e finale in paese, trail, singletrack e mulattiera

Note storiche e attrazioni lungo il percorso

Ecco un quadro delle principali note storiche e geologiche sui sentieri e sulle attrazioni toccate dal tracciato di gara:

1. IL SENTIERO GEOLOGICO ANTONIO STOPPANI E I POZZI GLACIALI

* LE MARMITTE DEI GIGANTI: Lungo il tracciato gli atleti transitano nei pressi delle celebri marmitte dei giganti, o pozzi glaciali. Si tratta di profonde cavità nella roccia, alcune delle quali raggiungono oltre 10 metri di profondità, originate durante l'ultima glaciazione würmiana. Le acque di fusione del ghiacciaio, scorrendo sotto la massa glaciale e trascinando ciottoli e detriti, contribuirono a modellare la roccia formando queste spettacolari cavità naturali.

* LA FIGURA DI ANTONIO STOPPANI: Fu l'abate e geologo lombardo Antonio Stoppani a riconoscere nel 1875 l'origine glaciale dei pozzi di Vezzano. Lo scienziato li descrisse successivamente nel suo celebre volume Il Bel Paese, pubblicato nel 1876, una delle più importanti opere italiane di divulgazione delle conoscenze geologiche e naturalistiche dell'epoca.

* TESTIMONIANZE PREISTORICHE: Le ricerche archeologiche avviate alla fine dell'Ottocento portarono alla scoperta di reperti che documentano l'utilizzo di alcuni dei pozzi, tra cui il Pozzo Stoppani e il Bus dei Poieti, già in epoca neolitica. Tra i ritrovamenti sono stati identificati strumenti in selce e altri manufatti riconducibili alle frequentazioni preistoriche dell'area.

2. IL SENTIERO SAT 618

* UN ANTICO PERCORSO DEL VERSANTE DEL BONDONE: Il sentiero SAT 618 percorre le pendici nord-occidentali del Monte Bondone e collega l'abitato di Vezzano con il versante montano. Il tracciato attraversa un territorio caratterizzato da boschi, antichi terrazzamenti e numerose testimonianze dell'uso rurale della montagna.

* TRACCE DELL'ANTICO PAESAGGIO RURALE: Lungo il percorso sono ancora riconoscibili elementi che testimoniano il rapporto storico tra le comunità locali e il territorio montano, tra boschi, terrazzamenti e antichi percorsi utilizzati per le attività agricole e forestali.

3. IL COLLE E LA CHIESETTA DI SAN MARTINO

* ORIGINI MEDIEVALI: Il piccolo rilievo di San Martin, affrontato nell'ultima salita della gara, ospita i ruderi dell'antica chiesetta dedicata a San Martino di Tours, conosciuta anche come chiesa "de Pramerlo". La sua esistenza è documentata già prima del XIII secolo. L'edificio venne successivamente ricostruito e riconsacrato nel 1574 e interessato da ulteriori interventi nei secoli successivi, fino alla decisione di demolirlo nel 1819.

* UN BALCONE SULLA VALLE: La chiesetta sorgeva in posizione panoramica sul rilievo di San Martin, a circa 493 metri di quota, con ampia visuale sulla Valle dei Laghi e sulla Valle di Cavedine. Oggi i ruderi costituiscono una delle testimonianze storiche più suggestive del territorio attraversato dalla gara.

4. IL REGIO CASINO DEL BERSAGLIO

* UNA STORICA STRUTTURA DI TIRO: Nei pressi della zona di accesso ai sentieri si trova lo storico Regio Casino di Bersaglio di Vezzano. È documentata la presenza di una postazione per l'esercitazione del tiro al bersaglio già dal 1708. Il complesso venne successivamente modificato e ampliato, con importanti interventi realizzati nel 1901.

* I BERSAGLI NEL BOSCO: L'area conserva le tracce dell'antico sistema di tiro, con i resti delle strutture e delle linee utilizzate per le esercitazioni. Lungo il percorso sono ancora riconoscibili diversi bersagli, legati alla tradizione degli Schützen e alla storia del tiro a segno del territorio.

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