MeseMontagna
sab 5 nov 2011
Un travolgente Dal Prà ha aperto MeseMontagna

Pietro Dal Prà
Pietro Dal Prà

Il "vagabondo di pareti", l'alpinista vicentino Pietro Dal Prà, ha regalato ieri sera un entusiasmante racconto, o meglio poesia, di amore per la montagna e per le scalate, affascinando il pubblico che affollava il Teatro di Vezzano per l'apertura di MeseMontagna. Parlando a braccio sulle immagini di vette di tutto il mondo, e ovviamente delle Dolomiti, ma anche a sorpresa della Sardegna, Dal Prà ha trasmesso a tutti la sua trascinante passione di alpinista e free climber, incentrata sulla "leggerezza", come la intendeva Italo Calvino. Una sfida alla gravità, ha definito il suo modo di scalare, dove la forza è in secondo piano, e dove i movimenti possono essere infiniti. Dal Prà ha raccontato la sua evoluzione, che potremmo definire da agonistica a meditativa o emozionale, che l'ha portato a un ritmo più lento. Passata la mania delle imprese, la voglia di dimostrare qualcosa, resta l'essenziale: il rapporto con la natura, il rapporto di amicizia con i compagni cordata e a volte la solitudine, lo stare lontano da tutti e da tutto, "con la testa fra le nuvole" (come si intitolava la serata) per finire con la ricerca dell'inesplorato, anche vicino casa. Ecco perché la Sardegna, un territorio, rimasto sostanzialmente antico e sconosciuto, a poche ore da noi. Il tutto condito da una grande simpatia e da una fortissima carica umana, dimostrata anche dal suo impegno per una causa nobile. Dal Prà infatti è il promotore di una campagna a favore della donazione del midollo osseo, Climb for LIfe, insieme all'Admo, e ha voluto iniziare la serata con un appello a diventare donatori. Un momento non marginale, visto che l'edizione 2011 di MeseMontagna è all'insegna della solidarietà. Prima di lui è stata presentata anche la campagna "Montagna e solidarietà" a favore dei bambini himalayani, promossa da altri quattro alpinisti: Michele Cagol, Rolando Larcher, Fabio Leoni ed Elio Orlandi.
Come ha spiegato Gianni Bressan, vicesindaco di Vezzano, "è la montagna a stimolare il lato umano, il rapporto fra le persone che ci vanno, la solidarietà". Senza l'idea di solidarietà non sarebbe nato il soccorso alpino e non si porterebbero a termine molte scalate.
Il Comune di Vezzano è l'organizzatore di MeseMontagna insieme alla sezione Sat della Valle dei Laghi, al Gs Fraveggio e ad Angelo Giovanetti, alpinista trentino, scalatore di Ottomila.
Solidarietà e imprese alpinistiche dunque per il primo degli 11 appuntamenti di MeseMontagna, che si susseguono fino alla fine di novembre in Valle dei Laghi, ma anche arte. La serata infatti si è aperta con la premiazione del Concorso "Fotografa la Valle dei Laghi", che quest'anno aveva come tema "Orti e paesaggio agricolo". Quarantatré i partecipanti, 160 le foto e tre vincitori per le diverse sezioni: Alessia Santini di Vezzano (sotto i 14 anni), David Franceschini di Trento (bianco e nero), Mario Faes di Fraveggio (colore). Le foto vincitrici e quelle selezionate sono in mostra presso il Teatro di Vezzano fino alla fine del mese.
E sempre a proposito di arte e natura, la serata ha registrato il debutto di un'artista locale Daniela Usai di Fraveggio, che ha presentato Artborea, un serie di opere pittoriche e fotografiche che hanno come tema gli alberi. L'esposizione è visitabile presso la biblioteca comunale.
Il prossimo appuntamento è mercoledì 9, cone un film premiato nel 2008 al FilmFestival della Montagna: "Au delà des cimes", di Remy Tezier, al Teatro di Vezzano, alle 20.30.
Venerdì 11 sarà la volta di Fauso De Stefani, secondo italiano a scalare tutti gli Ottomila. La mattina incontrerà gli studenti delle scuole locali, mentre la sera sarà al Teatro di Vezzano con immagini e racconti dal titoli "Lungo i sentieri dell'armonia".



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