Tourlaghi
gio 2 giu 2016
I primi acuti al Tourlaghi sono di Cavallar e Ricci

Alex Cavallar in azione a pochi metri dal traguardo di Fraveggio
Alex Cavallar in azione a pochi metri dal traguardo di Fraveggio

La dodicesima edizione del Tourlaghi si apre con i successi di un giovane rampante, che risponde al nome di Alex Cavallar, e di una habitué dei podi nelle gare podistiche a tappe, come la modenese Laura Ricci. Il solandro della Val di Rabbi e la sassolese si sono messi tutti alle spalle nella prima frazione, disputata oggi fra Santa Massenza e Fraveggio, 13,4 chilometri distribuiti attraversando Padergnone, la Roggia di Calavino, Ponte Oliveti, il Lago di Toblino ed infine la rampa che ha portato i runner fino a Fraveggio.
Per coprire questa distanza e i 430 metri dislivello Cavallar, che veste i colori dell'Atletica Valli di Non e Sole, ha impiegato 47 minuti e 11 secondi, distanziando di quasi due minuti (1'54”) Diego Gaspari della Gabbi Bologna, già vincitore nel 2013, e di 2 minuti e 8 secondi Emanuele Franceschini della Quercia Rovereto, il trionfatore dell'edizione 2015, questa volta iscrittosi solo alla tappa di apertura, privo di preparazione specifica, avendo nel mirino altre importanti gare su pista. Subito ai piedi del podio troviamo Enrico Cozzini dell'Atletica Clarina, distanziato di 3 minuti e 15 secondi dal vincitore, e poco dietro il veronese Edoardo Romano (a 3'48”), risultato anche il primo della categoria SM45. Emanuele Prada (Marathon Club Trento) ha chiuso al sesto posto, davanti a Giuliano Battocletti (Atl. Valli di Non e Sole), che si è imposto nella categoria SM40. La gara, che a dispetto delle previsioni poco incoraggianti non ha mai dovuto fare i conti con la pioggia, ha perduto subito uno dei possibili protagonisti, Adriano Pinamonti, che si è procurato una distorsione della caviglia destra a Ponte Oliveti, infortunio che lo ha costretto ad abbandonare subito tappa e circuito.


Fra le donne Laura Ricci (Corradini Excelsior Rubiera), che ha vinto la Tourlaghi nel 2012, 2013 e 2014, si è presentata in Valle dei Laghi tirata a lucido, sfruttando a dovere la parte iniziale pianeggiante della tappa per prendere subito il largo, al punto che è giunta all'arrivo 18ª assoluta con il tempo di 55'07, precedendo di un minuto e un secondo un volto nuovo di questa manifestazione, quale è la desenzanese Elisa Battistoni (Arieni Team), specializzata nel triathlon, e subito a proprio agio al Tourlaghi. Ha completato il podio di giornata la regina del 2015 Ana Nanu (Gabbi Bologna), staccata di 2 minuti e 5 secondi dalla vincitrice, mentre si è accontentata della quarta piazza Gisella Locardi (Atletica Piacenza), lo scorso anno seconda assoluta. Prima delle trentine Simonetta Menestrina (Atletica Trento), quinta e prima nella categoria SF45, a 2'53” dalla Ricci.
Domani la Tourlaghi si trasferisce a Trento per dare vita ad una seconda tappa inedita, che prenderà il via dalle Gallerie di Piedicastello e si concluderà sul Doss Trento, dopo aver “macinato” 7,8 chilometri e 140 metri di dislivello.

Hanno detto


«Ho attaccato una prima volta dopo 2 chilometri e mezzo – racconta il vincitore Alex Cavallar, ma poi sono stato ripreso, così ci ho riprovato all'inizio della prima salita lunga e questa volta sono riuscito a staccarmi, guadagnando con costanza dieci a secondi a chilometro, quindi nella seconda parte ho potuto gestire la situazione».
Il percorso di oggi mi è piaciuto molto - spiega Diego Gaspari -, ma purtroppo fin dall'inizio ho dovuto fare i conti con un affaticamento muscolare, che mi ha frenato, conto comunque di rifarmi nella seconda tappa».
«Quest'anno ho deciso di concentrami sulle gare su pista, quali gli imminenti Campionati regionali e subito dopo quelli nazionali, così non mi sono preparato per questa gara – spiega Emanuele Franceschini – ma almeno la prima tappa ho voluto disputarla, perché la Tourlaghi esercita su di me un richiamo fortissimo. Nelle prossime frazioni non ci sarò».
La vincitrice, Laura Ricci, appare molto determinata: «Lo scorso anno non ero arrivata qui in buone condizioni e ho pagato dazio - ricorda -, ma questa volta mi sono preparata bene, per riscattarmi ed oggi tutto è filato liscio. Mi sono costruita il vantaggio nella parte pianeggiante, che prediligo, e quando ho trovato la salita mi sono difesa bene».
«Persa subito di vista la vincitrice – spiega Elisa Battistoni, io e Ana Nanu siamo rimaste appaiate fino al nono chilometro, quando ho attaccato in corrispondenza dell'ultima salita e mi è andata bene. Adesso sarà interessante vedere se le mie gambe risponderanno bene anche nelle altre tappe».
Comunque soddisfatta la stessa Ana Nanu: «Laura è in gran forma ed oggi era irraggiungibile, inoltre io sono reduce da alcune gare in montagna che sento ancora nelle gambe, quindi va bene così, anche in considerazione della differenza di età fra me e le prime due».

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